Situazione economica

#1
So bene di andare a toccare un tasto dolente ma credo che forse sia il caso di cominciare a parlarne...\n\nMa voi come siete messi economicamente? Non dico quanti soldi avete in tasca perché quelli sono solo fatti vostri ma come stanno andando le cose al lavoro o con la vostra attività. E' vero che ci sono tante ditte che hanno chiuso e quindi tanti disoccupati ma la cosa più preoccupante secondo me è che nemmeno chi lavora riesce più a farcela. L'azienda per cui lavoro da 14 anni, un pilastro nel suo settore, ha sempre lavorato tanto ma sono due anni che ci fa tribolare con il pagamento del buste paga e negli ultimi mesi siamo perennemente indietro. E' difficile lavorare e non essere pagati! Capirei se non ci fosse lavoro ma così la cosa è molto difficile da accettare no? Io sono certo della buona fede dei titolari ma la difficoltà ad incassare ed il comportamento criminale delle banche l'hanno messa in perenne crisi di liquidità.\n\nMio padre ha un piccolo maglificio a conduzione famigliare, lavora tanto tutto l'anno tutti i giorni spendendo il meno possibile ed alla fine una volta pagate le spese e le tasse non gli rimane niente! Lavora praticamente per tenersi uno stipendio di un apprendista.\n\nIo per fortuna, ma sopratutto perché mi sono sempre fatto un gran mazzo al lavoro, ho sempre avuto un tenore di vita soddisfacente, non sono mai stato ricco ma di certo sono sempre stato bene e nel mio piccolo mi sono tolto tante soddisfazioni. In pochi anni siamo arrivati al punto che vivendo da solo non ce la faccio più ad andare avanti. Se al lavoro continuano a non pagarmi dovrò vendere tutte le mie chitarre e le altre attrezzature che mi sono preso con tanta fatica negli anni. E poi? Una volta finiti i soldi cosa faccio? Torno a casa dai miei a 40 anni? Ci redo che chi ha lavorato tanto e si ritrova con niente alla fine poi finisce per suicidarsi...\n\nMi pare impossibile che il nostro stato non si renda conto di che punto siamo arrivati e continui a prenderci in giro rubando miliardi di euro su ogni cosa e chiedendoci anche il sangue. Ogni settimana c'è una busta con qualcosa di nuovo da pagare. Non mi stupirei se a breve qualcuno imbracciasse davvero i fucili mosso dalla disperazione... e non parlo delle minacce dei leghisti che sono in realtà prevalentemente pieni di soldi, ma di persone che non hanno più niente da perdere.
Fender Stratocaster American Standard, Gibson Les Paul Custom Black Beauty, Ibanez AEL-40SE, Testata Brunetti XL-REVO LTD, Casse Brunetti Customwork Cab 4x12 CW-412 e 2x12 CW-212, Roland Micro Cube, TC Polytune + TC Mojo Mojo Overdive + TC Hall of Fame Reverb + Voodoo Lab Analog Chorus + MXR Carbon Copy Delay\n\nChitarre che ho avuto: Fender Stratocaster Standard MEX, Ibanez RG-2550Z Prestige

Re: Situazione economica

#2
Giusto per fare 4 chiacchiere ... \n\nLa situazione che hai descritto e che stai preventivando mi è accaduta 5 anni fa. Una serie di eventi (una per anno) mi hanno distrutto un po' tutto ed ho dovuto fare 3 lavori per recuperare la situazione. 5 anni fa (visto che la società doveve lavoravo da 8 anni chiuse mandando a casa 80 persone) mi misi in proprio con partita iva ma la situazione iniziava ad essere già drammatica.\n\nLa mia esperienza nel settore è molto alta e non per vantarmi ma so cosa faccio e come lo faccio quindi il lavoro (per fortuna) non mi è mai mancato ma nel proprio ... oltre alle tasse che arrivano anche al 47% del guadagno ... c'è il problema che la gente non paga mai in tempo ... per un negozio che vende oggetti e viene pagato subito ... il problema è relativo ma per un libero professionista che lavora a servizi ... è un bel problema ... l'affitto, le bollette, il prestito in banca, l'assicurazione etc etc ... non aspettano che qualcuno ti paghi dopo 3 mesi per un lavoro svolto.\n\nQuindi decisi di ri-lavorare come dipendente ... eh eh ... capitai in un'azienda che stava peggio di me ... il primo stipendio l'ho visto dopo due mesi e per tutto l'anno che ho lavorato li, c'è stato questo ritardo di un mese. Alla fine ho dovuto cambiare nuovamente lavoro ... oggi per fortuna mi trovo in una società che per ora riesce a pagare sempre in tempo ma si fa anche presto a trovarsi nella situazione precedente. \n\nIl periodo è brutto ma la colpa è anche nostra ... ci siamo abituati ad avere l'iphone 5s che costa 700 euro ... e non dico che è sbagliato togliersi un vizio ma la cosa sbagliata è che ci siamo abituati ad averlo anche quando non si ha la possibilità economica ... ma qui entra in gioco la vera colpa (a mio avviso) della nostra crisi attuale ... LE RATE ... tanto ormai tutto si prende a rate e se prima uno si comprava un televisore normale a 42 pollici ... oggi chiunque ... anche chi ha uno stipendio da 400 euro si va a prendere un bel TV 300 pollici che lo paga 1499 euro ... ma tanto lo fa a rate di 100 euro al mese ... \n\nin questo clima chi ci ha guadagnato sono le banche ... forse dovremmo ridimensionarci noi tutti ...\n\nPer 5 anni ho dovuto lavorare 18 ore al giorno perchè avevo preso una macchina ed avevo una rata da 500 euro + 730 l'affitto.\n\nHo giurato di non prendere più niente a rate ... di non fare più un prestito se non per comprare casa ... se ho i soldi mi compro il telefonino o la tv ... se non ce li ho ... sti cazzi ... non mi serve per forza.\n\nOggi ... dopo 6 mesi dalla fine dei 5 anni ... posso dire che sto una meraviglia ... forse sono l'unico italiano che non ha debiti, niente rate ... e non è che non spendo più niente ... anzi ... però sono un pochetto più tranquillo.\n\nOvviamente lascio perdere lo schifo del discorso politico perchè se fosse per me ... li manderei a spaccare le pietre sotto al sole cocente a 2 euro l'ora mentre forzatamente gli farei ricacciare tutto quello che hanno mangiato in questi INUTILI ANNI.\n\nCiao\n :rock:

Re: Situazione economica

#3
Sono precario a scadenza (se non cambia la legge sull'università). Siccome il mio datore di lavoro è lo stato, i pagamenti non sono ritardati e lo stipendio non è nemmeno da fame. Ma ho la fidanzata a carico per cui a fine mese rimane attaccato niente senza concedersi molto.\n\nAvevo anche io partita iva come consulente, ma ho chiuso tutto. Si andava a malapena in pari, per farsi pagare ci volevano mesi e mesi, e ogni giorno saltava fuori qualche nuova regola (l'assicurazione professionale, il POS obbligatorio per i pagamenti elettronici, tutte piccole spese che però alla fine dell'anno fanno la differenza, etc...)\n\nSe la mia ragazza trovasse anche un lavoretto part-time si starebbe decisamente meglio, per non dire quasi bene :)
Fender Strat Am. St. 1991
Gibson LP Studio 2002
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Chitarre che ho avuto: MusicMan Axis SS % Vigier Excalibur % Fender Malmsteen, Strat Am.St. 2006, Classic Pl. 60 e T-Bucket 400CE % Dean ML USA % Ibanez RGT3020, A300E-VV e SIX70FDBG % Jackson RX10D % Yamaha Pacifica 112 e 821

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Re: Situazione economica

#4
admin ha scritto: Il periodo è brutto ma la colpa è anche nostra ... ci siamo abituati ad avere l'iphone 5s che costa 700 euro ... e non dico che è sbagliato togliersi un vizio ma la cosa sbagliata è che ci siamo abituati ad averlo anche quando non si ha la possibilità economica ... ma qui entra in gioco la vera colpa (a mio avviso) della nostra crisi attuale ... LE RATE ... tanto ormai tutto si prende a rate e se prima uno si comprava un televisore normale a 42 pollici ... oggi chiunque ... anche chi ha uno stipendio da 400 euro si va a prendere un bel TV 300 pollici che lo paga 1499 euro ... ma tanto lo fa a rate di 100 euro al mese ...
\nCerto non bisogna esagerare con le spese e le rate ma comunque è innegabile che i finanziamenti sono stati per tanti anni il motore dell'economia. Sinceramente non ci vedo niente di male nel prendere qualcosa a rate, sempre che non siano cifre folli e che comunque si possa sostenere il peso delle rate senza problemi. D'altronde chi si potrebbe prendere una casa o anche una macchina nuova pagando cash? Credo che ben pochi possano permettersi di non fare un mutuo per una casa... Siamo poi figli del benessere degli anni 90 no? quando ti abitui bene è difficile tornare indietro...\n\nIl problema è quando viene a mancare l'introito fisso, la sicurezza di poter pagare tutto. E se si ha sempre lavorato tanto questa cosa è difficile da accettare. Sono davvero contento che tu abbia risolto i tuoi problemi e ti auguro tutto il meglio. ;) \n\nPer quanto mi riguarda ho già ricevuto un paio di offerte di lavoro ma è sempre dura mollare un posto che si ama e a cui si è dedicato tanto tempo e fatica. Certo la situazione mi pare diventata cronica e non credo che si sia spazio per una resurrezione... quindi mi sa che mi conviene prendere il rischio di cambiare prima che sia troppo tardi e che magari mi perdo pure il licenziamento di 15 anni di lavoro con un fallimento... :?:
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Re: Situazione economica

#5
Ian ha scritto: Ma ho la fidanzata a carico per cui a fine mese rimane attaccato niente senza concedersi molto.
\nGuarda la mia ex compagna l'ho mantenuta per quasi due anni prima che ci mollassimo e la mia attuale fidanzata (che non vive con me ufficialmente ma è sempre lì) ha perso il lavoro l'anno scorso ed adesso è a casa in cerca di occupazione ma con scarse speranze... :?
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Re: Situazione economica

#6
Concordo con Luca, secondo me ci siamo abituati troppo bene negli anni passati.\nIo a quasi 30 anni vivo ancora con i miei, anche se lavoro e l'azienda è, per ora, solida e in crescita (lo stipendio invece un pò meno in crescita :) ) e cerco di risparmiare ogni volta che posso per avere, un giorno, qualcosa di mio.\nPer fare questo rinuncio ad un sacco di cose, con gran gioia della mia fidanzata, e mi rendo conto di vivere non troppo bene rispetto anche a miei colleghi che rinunciano a ben poco (iphone, ipod, abiti firmati..) ma per ora la cosa non mi pesa.\nAltra cosa: quanti di noi hanno studiato quello che piaceva, senza fare una riflessione sul futuro? Esempio: ho diversi amici/amiche che hanno deciso di non frequentare l'università, o di fermarsi alla triennale...o ancora di studiare scienze della comunicazione, scienze politiche ecc. Ok, va bene, ma le scelte che uno compie alla fine vanno affrontate... \n\nForse dovremmo fare un passo indietro e ricominciare a vivere come facevano i nostri genitori, che con tanti sacrifici ci hanno permesso di studiare, andare in vacanza all'estero, avere il pc ecc., provando a capire cosa ci serve davvero e gestendoci di conseguenza.\n\nPer fare un esempio stupido: la mia ragazza insiste per portarmi a mangiare sulla terrazza della rinascente a Milano. Inutile dire che l'idea non mi sfiora nemmeno, per me sono soldi buttati mentre per lei no...voi che fareste?
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Re: Situazione economica

#7
CoB ha scritto:Concordo con Luca, secondo me ci siamo abituati troppo bene negli anni passati.\nIo a quasi 30 anni vivo ancora con i miei, anche se lavoro e l'azienda è, per ora, solida e in crescita (lo stipendio invece un pò meno in crescita :) ) e cerco di risparmiare ogni volta che posso per avere, un giorno, qualcosa di mio.\nPer fare questo rinuncio ad un sacco di cose, con gran gioia della mia fidanzata, e mi rendo conto di vivere non troppo bene rispetto anche a miei colleghi che rinunciano a ben poco (iphone, ipod, abiti firmati..) ma per ora la cosa non mi pesa.\nAltra cosa: quanti di noi hanno studiato quello che piaceva, senza fare una riflessione sul futuro? Esempio: ho diversi amici/amiche che hanno deciso di non frequentare l'università, o di fermarsi alla triennale...o ancora di studiare scienze della comunicazione, scienze politiche ecc. Ok, va bene, ma le scelte che uno compie alla fine vanno affrontate... \n\nForse dovremmo fare un passo indietro e ricominciare a vivere come facevano i nostri genitori, che con tanti sacrifici ci hanno permesso di studiare, andare in vacanza all'estero, avere il pc ecc., provando a capire cosa ci serve davvero e gestendoci di conseguenza.\n\nPer fare un esempio stupido: la mia ragazza insiste per portarmi a mangiare sulla terrazza della rinascente a Milano. Inutile dire che l'idea non mi sfiora nemmeno, per me sono soldi buttati mentre per lei no...voi che fareste?
\n\nSono in parte d'accordo con te Cob, condivido il tuo discorso in generale ma non farei di tutta l'erba un fascio.\nAttualmente sono uno studente universitario disoccupato di 22 anni, quest'anno sono uscito fuori corso e stò seriamente pensando di lasciare l'università (mi sono iscritto perchè in famiglia ci tenevano che mi laureassi nonostante nessuno dei miei genitori abbia la laurea e mio padre è insegnate al liceo statale prossimo alla pensione) per andare a fare qualcosa che mi piace veramente in cui sò che me la caverò bene e avrò opportunità di lavoro in vari campi.\nIl discorso del sacrificio lo condivido a pieno ma da parte mia posso vantare di non aver mai chiesto soldi ai miei genitori per fesserie come pc, cellulari (che detesto) o attrezzature per la chitarra, tutti i pedalini, le chitarre, le trasferte per suonare ecc me le sono pagate con quei pochi spiccioli che guadagnavo dalle serate, quello che risparmiavo dai regali di compleanno (mai più di un 50 euro) o dai lavoretti in fabbrica di mio zio, eppure riesco a togliermi tutti gli sfizi che voglio e quando esco con la ragazza non solo offro sempre io ma la benzina dell'auto di famiglia la pago di tasca mia.\nPer quanto riguarda questo non posso lamentarmi soprattutto avendo amici che si fanno sganciare 50 euro A SETTIMANA dai genitori per fare le amebe e ubriacarsi a schifo per fare i duri.\nDetto questo penso di fare già abbastanza sacrifici per conto mio, ma sono arrivato all'età in cui a 15 anni speravo di avere già un lavoro e sò che la laurea non mi servirebbe ASSOLUTAMENTE a niente.\nDove voglio andare a parare? Il discorso "quello che semini raccogli" ci stà tutto e se pretendi di lavorare facendo lettere e filosofia o il conservatorio o sei un illuso o sotto sotto sai che avrai il culo parato da mammina e papino per la questione economica, però penso anche che se sai ridimensionare le tue aspettative e punti su una cosa in cui sai di essere in gamba puoi fare una vita più che dignitosa.\nNon me ne vogliate ma l'idea di fare, per esempio, il pizzaiolo o l'operaio per il resto della mia vita pur di lavorare e rinunciare a quello che mi piace è la mia maggiore paura, soprattutto in una nazione in cui i più piccoli vengono tartassati di spese, tasse ecc...\nScusate il piccolo sfogo ma ultimamente mi rendo sempre più conto che la mia generazione o quelle dopo la mia sono di una superficialità incredibile e nonostante tutto non si interessano affatto del proprio futuro, piuttosto pensano alla propria immagine su facebook...
Gibson Les Paul Studio red wine gold hardware '95 / Squier Telecaster Deluxe
Electro Harmonix Memory Man Hazarai / Electro Harmonix Cathedral / Blackstar HT Dual / Electro Harmonix Little Big Muff / Electro Harmonix Pulsar / Boss RC1 / Korg Pitchblack / Danelectro Daddy O / Ibanez TC7 / E bow
Fender HotRod Deville 212

Re: Situazione economica

#8
CoB ha scritto:\nPer fare un esempio stupido: la mia ragazza insiste per portarmi a mangiare sulla terrazza della rinascente a Milano. Inutile dire che l'idea non mi sfiora nemmeno, per me sono soldi buttati mentre per lei no...voi che fareste?
\n\nOT: io al posto tuo la porterei almeno per una volta, se è abbastanza sveglia si renderà conto dello squallore di quel posto, sarà che non sono milanese e non posso cogliere quello stile di vita ma ci sono stato e più di sembrarmi un covo di snobbettini con il padre bancomat non mi ha detto niente quel posto. :)
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Re: Situazione economica

#9
ziaccio ha scritto:
CoB ha scritto:\nPer fare un esempio stupido: la mia ragazza insiste per portarmi a mangiare sulla terrazza della rinascente a Milano. Inutile dire che l'idea non mi sfiora nemmeno, per me sono soldi buttati mentre per lei no...voi che fareste?
\n\nOT: io al posto tuo la porterei almeno per una volta, se è abbastanza sveglia si renderà conto dello squallore di quel posto, sarà che non sono milanese e non posso cogliere quello stile di vita ma ci sono stato e più di sembrarmi un covo di snobbettini con il padre bancomat non mi ha detto niente quel posto. :)
\n\nLei è andata con una sua amica e vuole portare me...
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Re: Situazione economica

#10
ziaccio ha scritto:Sono in parte d'accordo con te Cob, condivido il tuo discorso in generale ma non farei di tutta l'erba un fascio.\nAttualmente sono uno studente universitario disoccupato di 22 anni, quest'anno sono uscito fuori corso e stò seriamente pensando di lasciare l'università (mi sono iscritto perchè in famiglia ci tenevano che mi laureassi nonostante nessuno dei miei genitori abbia la laurea e mio padre è insegnate al liceo statale prossimo alla pensione) per andare a fare qualcosa che mi piace veramente in cui sò che me la caverò bene e avrò opportunità di lavoro in vari campi.\nIl discorso del sacrificio lo condivido a pieno ma da parte mia posso vantare di non aver mai chiesto soldi ai miei genitori per fesserie come pc, cellulari (che detesto) o attrezzature per la chitarra, tutti i pedalini, le chitarre, le trasferte per suonare ecc me le sono pagate con quei pochi spiccioli che guadagnavo dalle serate, quello che risparmiavo dai regali di compleanno (mai più di un 50 euro) o dai lavoretti in fabbrica di mio zio, eppure riesco a togliermi tutti gli sfizi che voglio e quando esco con la ragazza non solo offro sempre io ma la benzina dell'auto di famiglia la pago di tasca mia.\nPer quanto riguarda questo non posso lamentarmi soprattutto avendo amici che si fanno sganciare 50 euro A SETTIMANA dai genitori per fare le amebe e ubriacarsi a schifo per fare i duri.\nDetto questo penso di fare già abbastanza sacrifici per conto mio, ma sono arrivato all'età in cui a 15 anni speravo di avere già un lavoro e sò che la laurea non mi servirebbe ASSOLUTAMENTE a niente.\nDove voglio andare a parare? Il discorso "quello che semini raccogli" ci stà tutto e se pretendi di lavorare facendo lettere e filosofia o il conservatorio o sei un illuso o sotto sotto sai che avrai il culo parato da mammina e papino per la questione economica, però penso anche che se sai ridimensionare le tue aspettative e punti su una cosa in cui sai di essere in gamba puoi fare una vita più che dignitosa.\nNon me ne vogliate ma l'idea di fare, per esempio, il pizzaiolo o l'operaio per il resto della mia vita pur di lavorare e rinunciare a quello che mi piace è la mia maggiore paura, soprattutto in una nazione in cui i più piccoli vengono tartassati di spese, tasse ecc...\nScusate il piccolo sfogo ma ultimamente mi rendo sempre più conto che la mia generazione o quelle dopo la mia sono di una superficialità incredibile e nonostante tutto non si interessano affatto del proprio futuro, piuttosto pensano alla propria immagine su facebook...
\n\nSì generalizzare non è mai corretto, l'ho fatto solo per semplificare la risposta.\nAnch'io offro sempre quando esco con la mia ragazza, e l'auto è sempre la mia. Quello che volevo dire è che forse bisogna iniziare a rinunciare a qualcosa, non aspettarsi sempre tutto perchè comunque se anche non possiedi l'iphone da 700 euro o l'S5 da 600 non significa che sei uno sfigato...se non esci ogni sera con gli amici non sei uno sfigato...non sono queste le cose importanti della vita.\nAnch'io mi sono tolto una serie di sfizi, e altri me ne toglierò di sicuro nel tempo, ma ho imparato a non guardare ciò che possiedono gli altri, limitandomi a pensare a ciò che serve davvero a me...
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Re: Situazione economica

#11
Possiedo un Nokia che ho pagato 19,90€, spese di spedizione incluse. Ha addirittura i tasti, cosa posso chiedere di più? :-P \n\nCi ho portato qualche volta degli stranieri in visita al ristorante sul tetto della Rinascente... ecco, va bene per quello, per portarci i turisti.\n\nChi semina non sempre raccoglie, ma chi non semina non raccoglie mai.
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Re: Situazione economica

#12
Le vostre considerazioni sono più o meno condivisibili ma il punto su cui volevo fare una riflessione era un'altro.\n\nMi riferivo soprattutto al fatto, secondo me estremamente preoccupante, che siamo arrivati al punto che si lavora per non avere soldi visto che se li tengono tutti lo stato e le banche. E' logico che chi non lavora non può pensare di comprarsi cose che non sono alla sua portata ma sinceramente non vedo niente di male se uno che si impegna e prende un bello stipendio decide di prendersi una bella macchina o un bel telefono. Non sto parlando di ragazzini viziati ma di persone che lavorano ed hanno famiglie. Se devo pensare di solo lavorare senza nemmeno togliermi una soddisfazione o una voglia tanto vale che prendo una corda e mi impicco direttamente.\n\nIo non mi vergogno assolutamente se con tutto il lavoro che ho fatto mi sono potuto comprare le cose che mi piacevano . Ragazzi non dimenticate che è indispensabile che ci sia gente che spende soldi che vogliamo che l'economia vada avanti, Se nessuno spende e fa investimenti sul futuro come possiamo pretendere che ci siano aziende che assumono?\n\nCoB, pensa ai cuochi e camerieri di quel ristorante dove vuole andare la tua ragazza. Sarà un posto snob e caro ok, ma se uno ha questo desiderio e la possibilità economica, che male c'è nell'andarci? Se nessuno va le persone che lavorano in quel posto cosa fanno? Vanno a chiedere l'elemosina in stazione centrale?\n\nNon dimentichiamo che c'è gente che può togliersi le voglie e menomale! Altrimenti tutti quelli che lavorano per le aziende dei settori del lusso sarebbero a casa! Il problema adesso è che quelli che possono sono sempre meno. Sta tristemente sparendo il ceto medio, vero motore dell'economia reale ed aumentano sempre di più le disparità tra poveri e ricchi.
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Re: Situazione economica

#13
Non bisogna sempre e solo guardare il proprio piccolo orticello ma bisogna avere una visione più ampia delle cose.
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Re: Situazione economica

#14
SteveCustom77 ha scritto:Le vostre considerazioni sono più o meno condivisibili ma il punto su cui volevo fare una riflessione era un'altro.\n\nMi riferivo soprattutto al fatto, secondo me estremamente preoccupante, che siamo arrivati al punto che si lavora per non avere soldi visto che se li tengono tutti lo stato e le banche. E' logico che chi non lavora non può pensare di comprarsi cose che non sono alla sua portata ma sinceramente non vedo niente di male se uno che si impegna e prende un bello stipendio decide di prendersi una bella macchina o un bel telefono. Non sto parlando di ragazzini viziati ma di persone che lavorano ed hanno famiglie. Se devo pensare di solo lavorare senza nemmeno togliermi una soddisfazione o una voglia tanto vale che prendo una corda e mi impicco direttamente.\n\nIo non mi vergogno assolutamente se con tutto il lavoro che ho fatto mi sono potuto comprare le cose che mi piacevano . Ragazzi non dimenticate che è indispensabile che ci sia gente che spende soldi che vogliamo che l'economia vada avanti, Se nessuno spende e fa investimenti sul futuro come possiamo pretendere che ci siano aziende che assumono?\n\nCoB, pensa ai cuochi e camerieri di quel ristorante dove vuole andare la tua ragazza. Sarà un posto snob e caro ok, ma se uno ha questo desiderio e la possibilità economica, che male c'è nell'andarci? Se nessuno va le persone che lavorano in quel posto cosa fanno? Vanno a chiedere l'elemosina in stazione centrale?\n\nNon dimentichiamo che c'è gente che può togliersi le voglie e menomale! Altrimenti tutti quelli che lavorano per le aziende dei settori del lusso sarebbero a casa! Il problema adesso è che quelli che possono sono sempre meno. Sta tristemente sparendo il ceto medio, vero motore dell'economia reale ed aumentano sempre di più le disparità tra poveri e ricchi.
\n\nSì Steve ma un conto è ciò che serve, un altro è il superfluo in base alle proprie disponibilità.\nTu lavori e hai un bello stipendio, quindi giustamente spendi in base a quanto guadagni. E' normale che sia così.\n\nIo non posso, sto facendo diverse rinunce da anni ormai anche se lavoro e vengo pagato regolarmente. Purtroppo ho mia madre in cassaintengrazione da un anno e mezzo e a mio padre han tagliato lo stipendio due anni fa, quindi per fare un esempio banale vado io il sabato a far la spesa per la famiglia (e siamo in 5).\n\nGeneralizzando, quello che volevo dire è che oggi come oggi ci siamo abituati a possedere di tutto solo perchè si tratta di oggetti che simboleggiano uno status (l'esempio classico è l'iphone). Secondo me se riflettessimo su quello che davvero ci serve, miglioreremmo un pò tutti..tradotto: fino a ieri spendeva anche chi non poteva, oggi temo che le cose debbano cambiare
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Re: Situazione economica

#15
SteveCustom77 ha scritto:Mi pare impossibile che il nostro stato non si renda conto
\nMa lo stato se ne rende conto, solo che non glie ne frega niente. E ciò è anche sbagliato da dire, perché lo Stato normalmente è il popolo, ma nel nostro paese lo stato è la politica. Noi italiani odiamo la politica, ci siamo completamente estraniati da questa cosa che non fa altro che imporci tasse su tasse. Di conseguenza lo Stato va a mignotte, anzi lo stato inteso come politica ci va', tanto non hanno un C**** da fare.\n\nVorrei allacciarmi ad un'altro dei discorsi usciti fuori in questo thread: la scelta del lavoro.\nIo vorrei studiare musica e lo farò. Preferisco seminare un campo che mi piacerà sempre coltivare, nel bene e nel male, piuttosto che fare male una cosa che non mi piace e in più non venire pagato. Spero nel trovare un lavoro all'estero e ho messo in conto di certificare l'inglese, imparare il tedesco, fare qualche anno di Erasmus con il conservatorio... insomma di professionisti ne conosco e non ho troppa paura di non trovare lavoro, più che altro ne ho di non avere un grande stipendio. C'è da dire ache che in Italia tutto costa il doppio, eh, dalla benzina e l'assicurazione al pedale per la chitarra, ma mi auguro di non rimanere in questo strano paese ancora a lungo. \n\nE adesso parlando della mia situazione economica... bè, dovrei parlare di quella di mio padre. E' un dipendente statale che ha cominciato a lavorare senza essere raccomandato da nessuno, che non ha mai avuto una promozione che non fosse meritata e per ora ce la passiamo abbastanza bene, sebbene non abbiamo iphones, tv giganti, non facciamo più vacanze di famiglia da dieci anni e non mettiamo quasi niente da parte dello stipendio. Sebbene la vita del poliziotto faccia molto schifo in relazione al suo stipendio, che non incentiva molto, mio padre ha sempre avuto il massimo della produttività da quando lavora, ed il risultato qual'è? I raccomandati in polizia da 3 anni vengono promossi per magia al suo stesso grado e a lui è toccato andare per notti e notti in giro ad avere a che fare con ubriachi, ladri, folli e assassini. Io però mi ritengo fortunato perché non abbiamo mai avuto il dubbio che avremmo pranzato il giorno dopo. Capisco le situazioni che certi di voi vivono. Il padre del mio migliore amico è andato in pensione 58 anni: lavorava da quando ne aveva 13. Ora a Pietro hanno dimezzato lo stipendio e alla moglie, Maria, non l'hanno mai pagata regolarmente e sono cotretti a tirare la cinghia. Gli sfizi se li tolgono, sì, e più di me e i miei perché hanno due stipendi, ma senza sfizi l'economia sarebbe ferma e la vita di un uomo meno briosa. Tuttavia vale il discorso fatto da Cob: gli serve veramente la tv grande, sky e l'ultimo modello di pc? No, ma sono cose che rendono la vita apparentemente migliore. Allora eccolo il punto: serve che fumino in 3 persone su 4 in quella famiglia? No, non serve e si devono regolare di conseguenza. Se fossi stato Pietro, prevedendo che sarei andato in pensionenel 2014 e mi avrebbero dato tot euro, non avrei speso più di duemila euro per la festa del 18esimo compleanno di Emanuele, ma avrei fatto una cosa un po più in piccolo. Si fa quel che si può.\nScusate se scrivo molto ma devo far uscire i pensieri dalla mia testa se me ne dano l'occasione.
Fender Stratocaster U.S.A. '09\nTestata Dangelo ABacuc 15\nVox V847-A, Kor DP9, TC Hall Of Fame \nVendo Delay DeSalvo e una Washburn MG 70 degli anni 90 ;) \nhttp://www.mercatinomusicale.com/mm/a_washburn-mg-70_id3711679.html\n\n"Music is for everyone. Only the publishers believe that someone can possess" John Lennon

Re: Situazione economica

#16
Io ho 23 anni , sono stato a casa per 1 un anno e mezzo dopo aver lasciato la scuola , la mia giovinezza ovvero quel lasso di tempo tra i 14 e i 20 anni l'ho vissuta in semi povertà , la mia famiglia aveva una azienda floricola nella piana di Albenga , siamo stati i primi a sentire la crisi negli anni 90 , e col divorzio dei miei mi sono trasferito con mia madre e mio fratello in un altra città e purtroppo quando è una persona sola a portare lo stipendio , si sopravvive e si rinuncia ad un sacco di cose . Tutto quello che ho , lo comprato lavoricchiando qua è lá con lavoretti in nero o per poco tempo , solo da febbraio ho trovato un lavoro semiserio e mi viene da piangere perché è stata la prima volta che ho preso uno stipendio che raggiungesse i 1000 euro , del resto questa crisi non la voglio imputare esclusivamente allo stato perché diciamocelo , i primi a rubare siamo noi , quelli che danno il lavoro in nero , quelle che evadono le tasse , che non rilasciano lo scontrino o che gonfiano la nota spese regionale ...
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Re: Situazione economica

#17
walkend ha scritto:diciamocelo , i primi a rubare siamo noi , quelli che danno il lavoro in nero , quelle che evadono le tasse , che non rilasciano lo scontrino o che gonfiano la nota spese regionale ...
\n\nQuoto sulla parte finale.\nPurtroppo, almeno per quel che conosco io, qua vige la regola del "frega il prossimo", perchè se non lo fai qualcuno fregherà te prima o poi, quindi prendi quel che puoi e vivi sereno.
"Don't tell me the sky is the limit when there are footsteps on the moon"
Lettura consigliata: Netiquette

Re: Situazione economica

#18
Diciamoci anche che c'è un sacco di gente in Italia che sta bene e fa finta di stare male.\n\nIo vivo a Rimini e come molti della mia città durante le scuole superiori ho lavorato (d'estate ...studiando d'inverno) nell'azienda del nero assoluto meglio nota come settore turistico.\nParlo di albergatori, gestori di locali e proprietari di stabilimenti balneari...gente che presenta ora come allora denunce dei redditi da nullatenente, da Homeless.\nNoi lavoravamo 12 ore al giorno tutti i giorni e il giorno libero settimanale esisteva solo se veniva il controllo dell'ispettorato del lavoro, loro (i proprietari), in agosto riuscivano a stipare anche 8 persone in una camera da 2.\nTra glia anni 70-80 e 90 hanno messo via non so quanti soldi.\n\nSe ora le cose non sono rosee per molti, allora lo erano e, molti miei coetanei (figli di suddette persone) hanno avuto gli studi pagati, l'automobile nuova al loro 18esimo compleanno, un appartamento pagato quando gli è girato per la testa di fare "gli indipendenti" (salvo poi posrtare a casa i panni da lavare alla mamma).\n\nC'è stato un gran accumulo di denaro in nero (vedi S.Marino con file alle banche alle 3 del pomeriggio per depositare l'incasso in nero della mattinata, per poi mettere a bilancio solo il resto della giornata ad esempio) e su questo accumulo negli ultimi anni di crisi molti sono sopravvissuti.\n\nPurtroppo il problema è che la selezione naturale della crisi colpisce molto di più quelli che sono stati onesti in questi anni, gli altri sopravvivono ....e quando si comincerà a ripartire questi individui ripartiranno con ancora più vantaggio, perché la crisi li ha solamente sfiorati.\n\nPersonalmente , pur avendo fatto molti più sacrifici della media dei miei coetanei che conosco, al momento non posso che dire che sono stato fortunato, soprattutto perchè sono uscito dagli studi superiori quando ancora si poteva spendere un diploma per un lavoro "dignitoso".\nSono partito dall'officina della mia azienda (anche se erano in molti meno qualificati di me già in ufficio) e piano piano sono arrivato ad avere un lavoro pagato in maniera dignitosa (niente di speciale ma ci si vive).\nOra non esistono assunzioni (se non a tempo determinato), non esiste più (almeno nella mia azienda) la crescita professionale che ti permette di passare da un reparto all'altro...per anzianità o ancor meglio per meriti.\nNasci e muori (se non cambi lavoro) nel tuo reparto.\n\nOnestamente guardo al futuro di mio figlio (che ha solo 5 anni) con molto disincanto.\nE non c'è nulla di peggio che arrivare a pensare che per i tuoi figli ci saranno a disposizione tante cose inutili e nessuna delle cose che veramente gli servirà.

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