L'abbandono ragionato delle valvole....

#1
ciao a tutti.\n\nPer la, spero, gioia di chi come me ha cercato per tanto tempo una combinazione adatta ai propri fabbisogni, lascio un segno della mia piccola ricerca/esperienza conclusasi in modo positivo anche a livello economico... sperando che sia utile a qualcuno.\n\nParto dai preambuli.\n\nSuono Metal core in un gruppo, e cover rock/rock'n'roll 70/80 in un altro. E sono due mondi che seppur carichi e divertenti, a livello di suoni ed attrezzatura ci azzeccano poco :)\n\nPartiamo dal principio. Sono (ero) un felice proprietario di Mesa Dual Rectifier con cassa 2x12 240w semiartigianale. La configurazione era pressochè perfetta in quanto sono un estimatore della botta micidiale dei 2 coni rispetto alla più morbida 4 coni. Su questa cosa si sprecano gli argomenti sui forum di tutto il mondo, ma A MIO PERSONALE PARERE, nel metal cattivo e soprattutto live su palchi di dimensioni piccole e pub (diciamo il target di un gruppo metal in italia) un singolo cono o una doppio cono rappresentano un bel mix tra potenza e spinta in termini di resa sonora e trasportabilità/peso.\n\nQuello che mi dava più fastidio era di aver un ottimo setup per il metal core, e un pessimo setup per il rock e il rock'n'roll. Non ci sono c@Tzi, il mesa va bene per il metal, qualsiasi altra cosa non gli va giù. Poi avevo grossi problemi di movimentazione, testata delicata, avevo il terrore delle valvole che si spianassero nei momenti meno opportuni, avevo la fobia dei pogatori che mi cascavano nell'half stack con i loro bei birrozzi in mano... insomma... per quello che mi riguardava, troppo pericoloso (molte volte si suona in pub dove il palco è il pavimento...)\n\ncosì ho pensato di recuperare qualche soldino e nel frattempo mettermi in casa un setup ragionato ed economico, e soprattutto ridondante.\n\nVendo la Mesa, mi intasco 2000 e rotti euro, e parto col progetto. Non sto a raccontarvelo perchè è lungo, ma passo al risultato direttamente, con quello che mi sta servendo e che funziona eggregiamente per le mie personali esigenze.\n\nPedaliera VOX tonelab LE.\nQuesto bella pedaliera dispone non solo di simulazioni abbastanza efficaci (che uso solo nel rock) ma ha degli effetti (mod. e stomp) che se settati in modo corretto (c'è da lavorarci su un po) mi permettono di coprire tutte le esigenze sia live che in prova.\nEssendo una pedaliera che lavora come Pre digitale, con circuito valvetronix, ed una EL6 che lavora in uscita per dare al suono un minimo di corpo in più. Ovviamente è fatta per bypassare il PRE di qualsiasi cosa a cui la attacchi, quindi bisogna entrare nell'ottica che per i suoni, se decidi di tenerla, da oggi in poi c'è LEI, LEI E SOLO LEI. Io mi sono trovato bene con il suo software e con le meccaniche di utilizzo (che invece a molti non piaciono). Sarà fortuna o che ne sò, ci ho messo un giorno ad imparare a menadito tutte le microsfaccettature che ti permettono di usarla al 100% e quindi ho deciso che è lei il mio "laboratorio" per qualsiasi esigenza musicale.\n2 banchi da 4 suoni per il metal core.\n4 banchi da 4 suoni per il rock'n'roll dal 70 al 90\n\nAmplificazione\nStadio 1: per piccoli live, pub e feste private. FENDER MUSTANG III 100W\nInizialmente non usavo la sua sezione PRE in quanto bypassavo tutto ed entravo in return con la tonelab. In questo modo ho a disposizione i miei suoni senza dover ogni volta regolare l'eq. o chissà che altro. La soluzione è di buon livello in quanto il cono è un buon cono (celestion) ed i 100W sono più che sufficienti quando il gig è di dimensioni ridotte, con alto tasso di bordello e alcool :)\nLa tecnologia di questo amplificatore è ovviamente digitale, quindi nessuna valvola nei paraggi. quello che aiuta molto è che con un combo di dimensioni tuttosommato gestibili e soprattutto un peso nettamente inferiore ad un combo valvolare, riesco a portarmi dietro quello che mi serve senza troppi patemi d'animo, Inoltre dispone di un uscita Power Out, ottima nel caso in cui volessi collegarmi ad una cassa che è già li nel locale e fa scena utilizzarla :)\nIl contro di questo tipo di setup è che il suono non è così corposo e denso sulle ritmiche, quindi bisogna intervenire sul bilanciamento d'uscita della tonelab per cercare il compromesso ideale e soprattutto accettabile in relazione al posto cui si suona (il posto FA la differenza).\nIn ogni caso, fin'ora non ho trovato grossi problemi a bilanciare l'uscita in modo che ci sia la cattiveria giusta per affrontare il live.\nUn grandissimo PRO di questa configurazione, è l'assoluta pulizia del clean, qui Fender ha dato il meglio di se in quanto il comparto finale+cono sono di una definizione spettacolare e con delle patch clean fatte DAVVERO bene sulla tonelab, si ottengono arpeggi veramente pieni, corposi e direi quasi colorati.\nFortunatamente la tonelab può essere bella cattiva sui distorti, quindi direi che per i piccoli spazi, va bene così.\n\nStadio 2: live medio/grandi o all'aperto.\nqui c'è il fulcro della mia ricerca tennica :).\nOrmai innamorato perso del suono transistoriano, della sua versatilità, economicità e zeroproblematicità, mi oriento verso qualcosa di grosso, bello e potente.\nLa mia ricerca inizia con gli ibridi Line6. Ma ho subito capito che c'è poco da fare. I costi sono comunque alti ( o meglio, non sono bassi) e per sfruttare a pieno ciò che line6 offre, mi risulta subito OVVIO che il loro modelling sia la soluzione migliore. Ma non voglio rinunciare al miei suoni che tanto faticosamente mi sono costruito, e mi oriento verso qualcosa di tecnicamente più semplice.\nE qui che scopro un mondo sommerso.....\nE così, dopo telefonate e appuntamenti (di cui qualcuno a vuoto...) eccomi ad aver provato diversi dispositivi, tra cui ricordo come "migliori":\nMarshall MG 100\nKustom KG100\nH&K Attax 100\n\nDel marshall, nonostante il nome e la bella presenza, sono rimasto un po deluso. Il suono non era per nulla potente, mancava il muro, mancava anche il muretto, insomma era più che altro una tendina :)\nDel Kustom mi è piaciuto molto la pasta sonora, ben definita, ma ahimè questi 100W mi erano parsi finti, visto che oltre la metà del volume la differenza in termini di pressione sonora era moooolto blanda. Inoltre avevo la sensazione che spingendo il suono si rovinasse sempre di più.\nDella H&K invece ricordo un gran bene, 100W davvero potenti, sono rimasto deluso solo dal pulito che credo però fosse stata colpa dell'esemplare che ho provato, perchè in molti mi hanno giurato e spergiurato su un clean molto bello e definito.\n\ncomunque, esperienza fatta, ho capito come lavora la tonelab suquesti mostriciattoli, ed ho capito che con una spesa di 400-500 euro potevo completare un setup adatto alle mie esigenze.\n\n\nCerco che cerco tra l'usato, giungo in casa Randall. Mi sono letto un milione di recensioni, postille, messaggi, fino alla piu piccola scrittina presente in ogniddove di internet.... localizzando un po quello a cui potevo mirare,.\nVengo a sapere che esistono delle serie a transistor molto semplici, le serie RX.\n\nGrazie ad un colpo di culo, trovo una RX120D testa + cassa (con qualche effetto on-board, che non uso naturalmente) praticamente nuova da un ragazzo vicino casa mia. Ho parlato un po con il ragazzo e mi spiega che il tutto ha suonato poche volte in sala prove, poi ha realizzato il suo sogno comprandosi una testata valvolare mi pare Krank, roba forte e tosta (lui suona black metal) e quindi dopo un oretta di prove con pedaliera mia e possibilità di usare qualsiasi volume, decido di prendere Randall. Per due semplici motivi:\n\ni puliti (in return) sono esattamente quelli che ho costruito io sul Mustang III, e se c'azzeccano da lì a qui, è buon segno :), e poi perchè il finale Randall lavora in modo perfetto, bello potente e pieno, grazie anche alla cassa 4x12 a cui il proprietario ha montato subito del V30, con una resa bella potente e definita.\n\nInsomma, dopo una trattativa veloce e semplice, mi carico in macchina l'oggetto del desiderio, in cambio di 250 ricchi €uri.\n\nL'ho già usata live e mi sono trovato davvero molto bene. In buona sostanza, rinunciando alla straordinaria botta del mesa (molte volte ingestibile però) e con una spesa di davvero pochi euri, ho quello che mi serve per fare il musicista hobbysta :)\n\nche ne dite?

Re: L'abbandono ragionato delle valvole....

#2
dico che questa attrezzatura te la sei sudata. E che, se hai bisogno di flessibilità, il digitale è un'ottima scelta.
Fender Strat Am. St. 1991
Gibson LP Studio 2002
Takamine P1DC
Zoom G5 -> DB Cromo 8+

Chitarre che ho avuto: MusicMan Axis SS % Vigier Excalibur % Fender Malmsteen, Strat Am.St. 2006, Classic Pl. 60 e T-Bucket 400CE % Dean ML USA % Ibanez RGT3020, A300E-VV e SIX70FDBG % Jackson RX10D % Yamaha Pacifica 112 e 821

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Re: L'abbandono ragionato delle valvole....

#3
Io ti dico che hai centrato un problema...cioè come far fronte al temuto scoglio della versatilità.\nE avendo puntato sui finali transistor, sicuramente avrai ancora meno sorprese.\n\nIo personalmente suono raramente fuori ma, l'incognita del "e adesso funzionerà?" ce l'ho sempre.\nIl problema soprattutto era per me durante le prove...avevo grosse difficoltà a fare rendere le cose a dovere.\n\nAvevo uno Hughes and Kettner switchblade (testata 100W).\nUn oggetto estremamente versatile e con la possibilità di salvare veri e propri preset (128 come nelle pedaliere midi std) come fosse un pre programmabile.\nIn più con un delay digitale (semplice e valido) e qualche effetto preimpostato (Chorus , Flanger, tremolo)già on board il gioco era fatto.\nTutto sommato rendeva bene anche a volumi non esagerati ma, spesso faticavo a trovare (soprattutto durante le prove) una buona regolazione per sentirmi bene e non uccidere gli altri della band (su una Marshall 1922)\nSuonando dagli Stones ai Queen ai Pink Floyd spesso non trovavo suoni adatti (soprattutto i puliti o i crunch moderati)..mentre su distorti e full gain lavorava egregiamente.\n\nStanco di godermi l'oggetto a pieno solo se lo potevo sfogare all'aperto mi sono arrovellato su una possibile soluzione.\nAlla fine non volendo rinunciare alle valvole ma volendo piena versatilità e volumi umani o optato per la pedaliera POD HD500 + Ampli combo Line6 DT 25.\n\nNon è una scelta low-budget...ma nemmeno onerosissima...siamo sui 1200-1300 Euri per l'intero pacchetto (abbassati notevolmente dal reso della testata switchblade)\nL'ampli ha una vita sua separata (2 canali con 4 sonorità ed è interamente valvolare) 1 di pre + 2EL84 (25W) di finale ma scarsa versatilità nel richiamo dei suoni (due suoni richiamabili da normale footswitch e riverbero)\nCollegato però alla HD500 tramite un normale XLR (connessione denominata Line6) si trasforma in una macchina ultraversatile.\nComanda l'HD500 (quindi Modelli amp + cabinet simulati + stomp box + effetti + expression pedal) e il DT25 fornisce l'amplificazione finale più eventuale switch da classe A a Classe A/b e switch da Pentodo a Triodo.\n\nI vantaggi sono infiniti, come certo di partenza è un po' difficile capire la programmazione e orientarsi sulle giuste configurazioni (ad esempio io disabilito la simulazione cabinet che altera un po' troppo il suono già filtrato da un finale abbastanza "colorato" e valido cono)\n\nLo so usando da un paio di mesi e nella sala prove ho riscontrato notevoli vantaggi.\nUlteriore versatilità (già lo era lo switchblade) e suoni puliti veramente belli, come ottime repliche di alcuni suoni che diversamente sarebbe difficile replicare (già vedere che usando l'AC30 l'ampli passa automaticamente alla Classe A scalda il cuore).\n\nAltro vantaggio è quello di potere pensare ad un set up di emergenza se l'ampli avesse noie con una direct in nel PA dell'HD500(si possono replicare i suoni e aggiungere in quel caso il cabinet)\nNon serve più l'accordatore (per il Wha continuo a prediligere il Morley Bad Horsie) l'ampli ha anche un direct-out che lavora bene per registrate o entrare nel mixer senza microfonare.\n\nOvviamente si può salvare il proprio lavoro su PC per ripartire in caso di problemi.\n\nInsomma, sono contento.\nChiaro che il finale a valvole ti da un po' più di dinamica ma al tempo stesso tende un po' a variare la resa se si cambia il volume di uscita....quindi ha dei pro e dei contro.\nIl transistor ha sicuramente una resa più lineare.\n\nAh...il DT25 come ogni buon ampli valvolare pesa parecchio anche per i suoi 25W....ma non si può avere tutto.
Gear:\n\nPaul Reed Smith Custom 24 10Top Amber ('08)\nPaul Reed Smith SAS narrowfield 25th anniversary ('10)\nFernandes Strat the revival custom ('91)\nTakamine TAN45C\n\nLine6 DT25\nPod HD500\nMarshall 1922 cabinet + Shure SM57\nFender Mustang II\nMorley Bad Horsie Wha

Re: L'abbandono ragionato delle valvole....

#4
endless\n\nla tua soluzione è direi abbastanza Hi-end. Sicuramente hai una qualità sonora che io non posso avere (ma in fin dei conti non la stavo nemmeno cercando).\n\nConosco abbastanza i prodotti che hai citato, e apparte il fatto che secondo me hanno un loro timbro identificativo ed identificabile, credo che siano ottime soluzioni in pressochè tutti gli ambiti, dalla saletta al concerto in luoghi chiusi.\n\nCerto che per me che non sono mai stato così attaccato al suono tipico delle valvole, sarebbe una configurazione ancora troppo delicata, in fin dei conti ho scelto il transistor apposta per eliminare pù variabili possibili e rimanere con un suono "sufficientemente" mio, su cui costruirmi le patch con la tonelab.\n\nAll'inizio avevo sottovalutato il fatto che gestire bene la pedaliere era il 50% della qualità finale..... e invece mi devo ricredere, come mi sono dovuto ricredere quando cercando un valvolare da 30-50W non sono riuscito a trovarne uno decente, se non dei Brunetti o qualche altra marca superblasone, ma i costi.... mamma mia...

Re: L'abbandono ragionato delle valvole....

#5
Ripeto...il finale transistor ti da una garanzia di risposta abbastanza lineare.\nLa valvola (soprattutto alle basse potenze) colora il suono...che può essere un pregio se si ha da perderci del tempo...ma anche un difetto se si ricerca quello che serve a te (cioè massima fruibilità in tutte le condizioni).\n\nI suoni poi di queste unità a modelli fisici sono già di per se pensati per sopperire alla mancanza di un finale valvolare lanciato...\n\nIo credo che ci si possa fare tanto, e la pedaliera in particolare è un oggetto che ti consente (cosa da non sottovalutare mai) di richiamare un suono preciso con un solo click su footswitch (io personalmente ho tentato con dei pedali stompbox....mi confondevo facilmente quando ti capita il pezzo dove ti servono 3-4 suoni diversi).\n\nPoi i puristi ti diranno che serve assolutamente questo e quest'altro, ma io faccio cover e non mi preoccupo di replicare esattamente il suono dell'artista, mi piace se possibile metterci del mio.\n\nTi dirò anzi che anch'io a casa uso il Mustang II e se non fosse per la potenza al limite (40 W transistor non sono tanti) e soprattutto per la possibilità di comandare da footswitch (solo due suoni)...lo userei per le prove.
Gear:\n\nPaul Reed Smith Custom 24 10Top Amber ('08)\nPaul Reed Smith SAS narrowfield 25th anniversary ('10)\nFernandes Strat the revival custom ('91)\nTakamine TAN45C\n\nLine6 DT25\nPod HD500\nMarshall 1922 cabinet + Shure SM57\nFender Mustang II\nMorley Bad Horsie Wha

Re: L'abbandono ragionato delle valvole....

#6
io sono da valvole & pedali. Però, pochi e selezionati.\nIl mio motto è che è meglio avere 2 suoni belli piuttosto che mille suoni che non convincono.\n\nSe poi servono comunque mille suoni (o meglio, dei "ceppi" di suoni molto differenti), digitale è valida opzione. Non l'unica, ma molto valida e comunque abbastanza economica.
Fender Strat Am. St. 1991
Gibson LP Studio 2002
Takamine P1DC
Zoom G5 -> DB Cromo 8+

Chitarre che ho avuto: MusicMan Axis SS % Vigier Excalibur % Fender Malmsteen, Strat Am.St. 2006, Classic Pl. 60 e T-Bucket 400CE % Dean ML USA % Ibanez RGT3020, A300E-VV e SIX70FDBG % Jackson RX10D % Yamaha Pacifica 112 e 821

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Re: L'abbandono ragionato delle valvole....

#7
Daccordo con entrambi.\n\nsicuramente ho l'esigenza di tanti suoni. Facendo oltre ai miei pezzi, cover che vanno dagli slipknot ai metallica ai deep purple, passando per ramones, nirvana, kiss e stone temple pilots... ovviamente non avrei mai potuto trovare un compromesso con la strumentazione che avevo prima.\n\nIn questo momento, con la strumentazione che vi ho descritto, faccio "con soddisfazione" tutto, io e l'altro chitarrista abbiamo definito un lavoro minuzioso di creazione delle patch così da risultare ben bilanciati in ogni situazione. Devo dire che fattosalvo il tipo di suono che ne esce, il risultato è quello che cercavo per la situazione in cui mi trovo.\n\nUserei volentieri anche le patch del mustang III visto che ne ho editate alcune molto ben fatte e ne ho scaricate una decina fatte da utenti ammeregani che sono davvero sputate ai suoni originali, ma il pedale a 2 bottoni mi limita molto, dovrei comprare il 4 bottoni che è introvabile...

Re: L'abbandono ragionato delle valvole....

#8
RAD ha scritto:Daccordo con entrambi.\n\nsicuramente ho l'esigenza di tanti suoni. Facendo oltre ai miei pezzi, cover che vanno dagli slipknot ai metallica ai deep purple, passando per ramones, nirvana, kiss e stone temple pilots... ovviamente non avrei mai potuto trovare un compromesso con la strumentazione che avevo prima.\n\nIn questo momento, con la strumentazione che vi ho descritto, faccio "con soddisfazione" tutto, io e l'altro chitarrista abbiamo definito un lavoro minuzioso di creazione delle patch così da risultare ben bilanciati in ogni situazione. Devo dire che fattosalvo il tipo di suono che ne esce, il risultato è quello che cercavo per la situazione in cui mi trovo.\n\nUserei volentieri anche le patch del mustang III visto che ne ho editate alcune molto ben fatte e ne ho scaricate una decina fatte da utenti ammeregani che sono davvero sputate ai suoni originali, ma il pedale a 2 bottoni mi limita molto, dovrei comprare il 4 bottoni che è introvabile...
\n\nInfatti il grande limite è proprio quello di un oggetto ultraversatile ma poco sfruttabile dal vivo...se non hai come comandarlo\nIo sono rimasto impressionato da quello che si riesce a tirar fuori dal Mustang senza avere però la possibilità di provarlo con il resto della band.\nCi sono alcuni ampli simulati come il Supersonic, Il Bassman e anche il JCM 800 che producono sonorità davvero credibili (soprattutto lavorando sui parametri avanzati che sul 2 sono disponibili solo su PC) e in effettabili a piacere.\n\nCose che 20 anni fa ti costavano una fortuna...ora le trovi in un ampli combo da 250 Euro.
Gear:\n\nPaul Reed Smith Custom 24 10Top Amber ('08)\nPaul Reed Smith SAS narrowfield 25th anniversary ('10)\nFernandes Strat the revival custom ('91)\nTakamine TAN45C\n\nLine6 DT25\nPod HD500\nMarshall 1922 cabinet + Shure SM57\nFender Mustang II\nMorley Bad Horsie Wha

Re: L'abbandono ragionato delle valvole....

#9
Endless72 ha scritto:Io ti dico che hai centrato un problema...cioè come far fronte al temuto scoglio della versatilità.\nE avendo puntato sui finali transistor, sicuramente avrai ancora meno sorprese.\n\nIo personalmente suono raramente fuori ma, l'incognita del "e adesso funzionerà?" ce l'ho sempre.\nIl problema soprattutto era per me durante le prove...avevo grosse difficoltà a fare rendere le cose a dovere.\n\nAvevo uno Hughes and Kettner switchblade (testata 100W).\nUn oggetto estremamente versatile e con la possibilità di salvare veri e propri preset (128 come nelle pedaliere midi std) come fosse un pre programmabile.\nIn più con un delay digitale (semplice e valido) e qualche effetto preimpostato (Chorus , Flanger, tremolo)già on board il gioco era fatto.\nTutto sommato rendeva bene anche a volumi non esagerati ma, spesso faticavo a trovare (soprattutto durante le prove) una buona regolazione per sentirmi bene e non uccidere gli altri della band (su una Marshall 1922)\nSuonando dagli Stones ai Queen ai Pink Floyd spesso non trovavo suoni adatti (soprattutto i puliti o i crunch moderati)..mentre su distorti e full gain lavorava egregiamente.\n\nStanco di godermi l'oggetto a pieno solo se lo potevo sfogare all'aperto mi sono arrovellato su una possibile soluzione.\nAlla fine non volendo rinunciare alle valvole ma volendo piena versatilità e volumi umani o optato per la pedaliera POD HD500 + Ampli combo Line6 DT 25.\n\nNon è una scelta low-budget...ma nemmeno onerosissima...siamo sui 1200-1300 Euri per l'intero pacchetto (abbassati notevolmente dal reso della testata switchblade)\nL'ampli ha una vita sua separata (2 canali con 4 sonorità ed è interamente valvolare) 1 di pre + 2EL84 (25W) di finale ma scarsa versatilità nel richiamo dei suoni (due suoni richiamabili da normale footswitch e riverbero)\nCollegato però alla HD500 tramite un normale XLR (connessione denominata Line6) si trasforma in una macchina ultraversatile.\nComanda l'HD500 (quindi Modelli amp + cabinet simulati + stomp box + effetti + expression pedal) e il DT25 fornisce l'amplificazione finale più eventuale switch da classe A a Classe A/b e switch da Pentodo a Triodo.\n\nI vantaggi sono infiniti, come certo di partenza è un po' difficile capire la programmazione e orientarsi sulle giuste configurazioni (ad esempio io disabilito la simulazione cabinet che altera un po' troppo il suono già filtrato da un finale abbastanza "colorato" e valido cono)\n\nLo so usando da un paio di mesi e nella sala prove ho riscontrato notevoli vantaggi.\nUlteriore versatilità (già lo era lo switchblade) e suoni puliti veramente belli, come ottime repliche di alcuni suoni che diversamente sarebbe difficile replicare (già vedere che usando l'AC30 l'ampli passa automaticamente alla Classe A scalda il cuore).\n\nAltro vantaggio è quello di potere pensare ad un set up di emergenza se l'ampli avesse noie con una direct in nel PA dell'HD500(si possono replicare i suoni e aggiungere in quel caso il cabinet)\nNon serve più l'accordatore (per il Wha continuo a prediligere il Morley Bad Horsie) l'ampli ha anche un direct-out che lavora bene per registrate o entrare nel mixer senza microfonare.\n\nOvviamente si può salvare il proprio lavoro su PC per ripartire in caso di problemi.\n\nInsomma, sono contento.\nChiaro che il finale a valvole ti da un po' più di dinamica ma al tempo stesso tende un po' a variare la resa se si cambia il volume di uscita....quindi ha dei pro e dei contro.\nIl transistor ha sicuramente una resa più lineare.\n\nAh...il DT25 come ogni buon ampli valvolare pesa parecchio anche per i suoi 25W....ma non si può avere tutto.
\n\nRispolvero questo vecchio post perché suono in un nuovo gruppo ed ho la necessità di utilizzare molti suoni ed effetti diversi e sto quindi pensando di prendermi una pedaliera multieffetto, magari proprio la Pod HD500. Visto che è passato qualche tempo ed hai avuto più tempo per usarla, vorrei farti qualche domanda e spero che avrai il tempo di rispondermi, grazie. ;-)\n\nPer prima cosa, come ti trovi con questa pedaliera? Hai avuto qualche problema?\n\nLa cosa che mi preoccupa di più è il fatto di metterla davanti alla testata e quindi la paura di una perdita di qualità nel suono quando voglio suonare senza effetti. Tu hai notato un calo di qualità nel suono quando tutti gli effetti sono disattivati?\n\nCredo interessante anche il fatto di collegare direttamente la pedaliera al mixer senza usare la testata quando si suona in piccoli locali o in luoghi con un'acustica pessima. Tu l'hai provato in situazioni simili? Come si comporta?\n\nHo visto inoltre che adesso c'è anche la versione X, che differenze ci sono rispetto alla HD500?\n\nTHX ;)
Fender Stratocaster American Standard, Gibson Les Paul Custom Black Beauty, Ibanez AEL-40SE, Testata Brunetti XL-REVO LTD, Casse Brunetti Customwork Cab 4x12 CW-412 e 2x12 CW-212, Roland Micro Cube, TC Polytune + TC Mojo Mojo Overdive + TC Hall of Fame Reverb + Voodoo Lab Analog Chorus + MXR Carbon Copy Delay\n\nChitarre che ho avuto: Fender Stratocaster Standard MEX, Ibanez RG-2550Z Prestige

Re: L'abbandono ragionato delle valvole....

#10
UP :)
Fender Stratocaster American Standard, Gibson Les Paul Custom Black Beauty, Ibanez AEL-40SE, Testata Brunetti XL-REVO LTD, Casse Brunetti Customwork Cab 4x12 CW-412 e 2x12 CW-212, Roland Micro Cube, TC Polytune + TC Mojo Mojo Overdive + TC Hall of Fame Reverb + Voodoo Lab Analog Chorus + MXR Carbon Copy Delay\n\nChitarre che ho avuto: Fender Stratocaster Standard MEX, Ibanez RG-2550Z Prestige

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