Liuteria: si o no?

#1
Nel mondo dell'elettrica, la liuteria talvolta (o spesso) viene vista come qualcosa di piuttosto "estraneo".
Tutto sommato, il mercato "industriale" offre (offriva? vedremo...) una scelta sufficiente a coprire la quasi totalità delle esigenze. E questo relega un po' la liuteria ad una nicchia per "fanatici" perfezionisti.

C'è però un ... però.

La crisi del mercato musicale, ed in particolare della musica rock, sta forzando una certa evoluzione del linguaggio della chitarra, facendo non dico emergere ma quantomeno germogliare nuovi artisti alla ricerca di un sound e un'immagine talvolta molto diversa rispetto al passato.
Faccio un nome: Tosin Abasi. Guardate un po' una delle sue chitarre

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Inoltre, si può dire che negli ultimi 5 anni l'evoluzione tecnica e costruttiva ha permesso lo sviluppo di strumenti molto diversi dal passato.
Pensiamo ai fanned frets, che obiettivamente in molti settori piuttosto "estremi" stanno prendendo piede in modo importante (nota: ogni corda ha una lunghezza diversa, permettendo di ottimizzare la nota con il diapason e lo spessore... chi usa questi strumenti dice che ci si abitua in poche ore alla differenza)

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I grossi calibri, i soliti nomi mondiali della produzione di strumenti, non riescono e non vogliono (probabilmente) correre dietro a queste che possono essere delle "mode" passeggere. Per loro qualsiasi modifica, o nuovo modello, costa moltissimo in termini di sviluppo, produzione, promozione e distribuzione.

In effetti, questa evoluzione dello strumento ha luogo principalmente nelle liuterie (o in aziende comunque molto piccole).

Da cui, il fatto che se si vuole avere qualcosa di originale per le mani, probabilmente ci si deve rivolgere a piccoli nomi.

L'obiezione principale alla liuteria è che compri uno strumento dal nome sconosciuto, senza mercato in futuro, e senza una "standardizzazione" che lo possa inquadrare nei soliti settori del mondo chitarristico.
Questo è abbastanza vero.
C'è da dire che se vuoi un suono Fender o Gibson, la scelta migliore rimane comprare Fender o Gibson. Se si vuole strafare, si può prendere una Suhr per avere un miglioramento dell'aspetto costruttivo. Nomi buttati lì per farmi capire.
Del resto, se stai cercando di innovare la tua immagine e il tuo stile, probabilmente una chitarra dal look e dal suono anni 50 non è la scelta più indicata.
Resta invece abbastanza vero il discorso della svalutazione. Le chitarre di liuteria perdono molto valore.
E' anche vero che, seguendo il mercato, molti liutai stanno facendo un bel salto di immagine per cercare di compensare il gap.
In particolare, la vecchia liuteria "pinco pallo" senza catalogo che fa quel che vuoi tu sta diventando desueta.
Moltissimi liutai cercano invece, pur avendo sempre la possibilità di chiedere quel che si vuole da zero, di crearsi degli standard riconoscibili (come i marchi commercialmente più rinomati). Per cui, molti liutai propongono come prime scelte al cliente dei modelli standardizzati di loro ideazione, con comunque soluzioni molto creative e immediatamente riconoscibili come "fuori dagli schemi".
Questo aiuta sicuramente il cliente come base di partenza per le sue scelte, e crea comunque (grazie ad internet) un "brand" chiaro.
Non è più "la chitarra di liuteria" ma, "la chitarra XYZ" che è comunque di liuteria ma ambisce ad avere lo stesso appeal di marchi ben più noti.
Faccio un esempio di marchio che ha fatto il "salto" commerciale: Strandberg. Modelli molto originali, cura 100% artigianale, ma da qualche tempo l'ordine custom (sebbene sempre possibile, anche se molto più limitato rispetto al passato) ha ceduto al catalogo. E questo ha creato il boom nell'usato, credetemi. Chi compra usato, conosce lo standard di fabbrica e si regola di conseguenza. Ma si potrebbero fare altri esempi.

Riguardo al costo. Ovvio, raramente le liuterie offrono modelli finanziariamente entry level. Non se lo possono permettere (anche se ho visto modelli a 6-700 euro). Ma non sono così care come si possa pensare. Producono strumenti TOP e costano da strumenti TOP (dai 1500 euro in su). Del resto, avete dato un'occhiata al listino Gibson o Fender top di gamma?

In sostanza: si o no?

Come sempre: dipende.

La mia personalissima opinione è che per soluzioni "normali" in ambito chitarristico, probabilmente il mercato puramente "commerciale" è una scelta più che valida.
Se invece si vuole uscire dagli schemi, guardare alla liuteria (in particolare a quella attenta al marketing) permette di avere quel che si ha in mente (e forse anche un po' di più, parlando bene con il liutaio che può consigliare) senza perdere di default il 50-60% del capitale investito.

Tutta questa pippa per farvi sapere che oggi ho ordinato uno strumento di liuteria. Overload Guitars, fateci un giro, made in Italy (Roma) :)
Fender Strat Am. St. 1991
Zoom G5 -> DB Cromo 8+

Chitarre che ho avuto: Gibson LP Studio 2002 % MusicMan Axis SS % Vigier Excalibur Original % Fender Malmsteen, Strat Am.St. 2006, Classic Pl. 60 e T-Bucket 400CE % Dean ML USA % Ibanez RGT3020, A300E-VV e SIX70FDBG % Jackson RX10D % Yamaha Pacifica 112 e 821 % Takamine P1DC

Re: Liuteria: si o no?

#2
PS: ho volutamente lasciato fuori il discorso qualità "liuteristica" (inteso come costruzione e suonabilità dello strumento).
Do per scontato che si pensi a confronti sensati fra strumenti "commerciali" e "di liuteria" di pari valore e caratteristiche.
E' ovvio che una LP di liuteria suona più piena di una strato squier.
Invece, fra un'ottima Gibson LP e una LP di liuteria entrano in gioco, più che differenze molto nette a livello costruttivo e qualitativo (si viaggia su livelli talmente alti che non ci sono aspetti di bassa qualità in nessuno dei due casi), aspetti legati alla compatibilità o meno con il proprio stile e modo di suonare.

E per quello che riguarda il livello estetico... beh... bisogna davvero dire che ognuno ha i suoi gusti? Di sicuro un liutaio può fare esattamente quello che gli chiedete a livello di forma e verniciature.
Fender Strat Am. St. 1991
Zoom G5 -> DB Cromo 8+

Chitarre che ho avuto: Gibson LP Studio 2002 % MusicMan Axis SS % Vigier Excalibur Original % Fender Malmsteen, Strat Am.St. 2006, Classic Pl. 60 e T-Bucket 400CE % Dean ML USA % Ibanez RGT3020, A300E-VV e SIX70FDBG % Jackson RX10D % Yamaha Pacifica 112 e 821 % Takamine P1DC

Re: Liuteria: si o no?

#3
Se ne potrebbe parlare per giorni, ma come dici è una questione puramente personale, innanzitutto congratulazioni per il nuovo acquisto!

Personalmente la liuteria "elettrica" negli anni passati mi ha affascinato moltissimo ma ho perso a mano a mano interesse perchè, per quanto mi riguarda almeno, sono sicuro di trovare nel mercato dei modelli storici qualcosa che faccia sempre al mio caso senza dovermi informare per soluzioni custom.
Allo stesso tempo devo anche ammettere che al contrario del mondo dei pedali, di cui sono sempre affascinato dalle novità e dalle sperimentazioni, per quanto riguarda le chitarre sono estremamente tradizionalista, se dovessi cercare una chitarra per me o Gibson o Fender (al massimo le controparti economiche come Squier ed Ephiphone).

Un altro fattore che mi ha allontanato dal mondo dei modelli custom è stato il constatare come tutti i musicisti che seguo, che suonino dalla musica rock fino all'elettronica più sperimentale abbiano sempre in mano uno strumento dei marchi sopracitati, cosa che mi ha convinto ancora di più che anche se stiamo parlando di strumenti ideati più di mezzo secolo fà reggono tranquillamente il passo dei tempi e i cambi di "mode".

Lo strumento di liuteria è una cosa che ritrovo più facilmente nel mondo dei chitarristi "solisti" (perdonatemi il termine che potrebbe sembrare ma non è dispregiativo), ossia quei musicisti che formano la loro musica solo ed esclusivamente sulla loro persona/strumento, spesso si tratta di modelli classici ma con qualche piccolo accorgimento (come l'elettronica o i legni) che magari per chi lo suona fà una differenza enorme.

Nel primo post mi citi Tosin Abasi, diciamo che lui è un personaggio a parte, lui e i meshuggah sono stati indubbiamente tra i fautori di questa nuova moda delle 8 corde ma è pur sempre una cosa ristretta ad una piccola cerchia.
Mi permetto di farti un esempio del passato simile, ricordi i Korn con le loro 7 corde nei primi anni 2000? Hanno si fatto scuola con il loro sound cupo e "diverso" all'epoca, ma si tratta comunque di un sound che è rimasto circoscritto alla cerchia della musica hard, al massimo al prog metal in un determinato periodo di tempo, e che comunque non ha cambiato le carte in tavola nel mondo di tutta la musica moderna, stesso dicasi di Abasi e soci, hanno si creato un sound nuovo ma comunque ristretto alla cerchia del metal sperimentale o del nuovo prog ultratecnico degli ultimi anni.
Il mio punto qual'è? Personaggi del genere sono rarissimi nel mondo della musica e loro hanno avuto una REALE necessità di rinnovare il proprio strumento, è innegabile però che come ogni personaggio originale ci saranno sempre centinaia di migliaia di "imitatori", negli ultimi anni si è creata questa moda della chitarra 8 corde di liuteria, dai design e legni più strani, con degli accorgimenti totalmente fuori dagli schemi che però alla fine della fiera non sono nient'altro che uno status symbol, un modo contorto di sentirsi parte di un movimento ma che nel complesso non hanno niente di diverso al livello di sound da quello che fanno gli altri (set up obbligatorio oltre le chitarre 8 corde custom sono gli immancabili simulatori di ampli con decine di effetti digitali e tonnellate di noise gate e pick up attivi spintissimi, dubito fortemente che in questa situazione si possa sentire una reale differenza tra un legno ed un altro...)

Per quanto riguarda invece la "nostra" categoria di musicisti amatoriali c'è anche chi invece si rivolge ad un liutaio per un vezzo del tutto personale che niente ha a che fare con il suono ma alla pura estetica con risultati che spesso sono davvero osceni, mercatino musicale è pieno di questi poveri strumenti invenduti che a detta del proprietario suonano molto meglio del marchio A o B.

Un altro trend che ho notato è stato quello del ritorno al sound "vecchio stile" anche nei generi sperimentali, lo stesso discorso oltre alle chitarre si può tranquillamente applicare al mondo dei Synth, non è raro notare musicisti che con il passare degli anni hanno abbandonato dei modelli custom per avvicinarsi piano piano ai modelli storici con il loro sound caratteristico.

Per concludere, personalmente mi farei mai costruire un modello di chitarra di liuteria esclusivamente per me?
Assolutamente no, per le mie umili necessità i modelli in commercio bastano e avanzano.

Ci sono chitarre custom che mi attirano?
Al momento solo le Electrical Guitar Company, sarei curioso di provare queste stranissime chitarre in alluminio che a sentirle sembra riescano a fare tutto, dal clean più cristallino al sound più pesante e sporco che fuzz o distorsione possano spararti fuori.

Credo che la chitarra custom o di liuteria siano un vezzo inutile?
Assolutamente no, se sono convintissimo che un buon 80% di chi si rivolge ad un liutaio o marchio custom lo faccia più per vanità o GAS compulsiva sono allo stesso tempo convintissimo che il restante 20% siano quei musicisti con un orecchio sopraffino che riescono a notare ogni sfumatura del proprio suono e pretendono il meglio dopo anni di studio e attenzioni sul proprio strumento.
Gibson Les Paul Studio red wine gold hardware '95 / Squier Telecaster Deluxe
Electro Harmonix Memory Man Hazarai / Electro Harmonix Cathedral / Blackstar HT Dual / Electro Harmonix Little Big Muff / Electro Harmonix Pulsar / Boss RC1 / Korg Pitchblack / Danelectro Daddy O / Ibanez TC7 / E bow
Fender HotRod Deville 212

Re: Liuteria: si o no?

#4
Posso spiegare i motivi per cui mi sono rivolto alla liuteria io.

In ordine sparso:

- l'estetica. Volevo una headless e uno shape del body che fosse molto originale e riconoscibile. Inoltre ho scelto una colorazione che a livello commerciale non esiste (o meglio, ho visto solo una custom PRS e una Kiesel custom shop con un colore simile ma non uguale). La musica è allegria ed ero stufo di possedere chitarre seriose o, dal lato opposto, talmente esuberanti da sembrare finte.

- la tastiera. mi piacciono i compound radius (per il fatto che si arrotondano vicino al capotasto e per via dell'action veramente bassa che consentono) e non li trovi quasi da nessuna parte. soprattutto in acero.

- l'elettronica. HSS è la mia configurazione, amo il single coil al manico e il suo suono con attacco presente ma coda più rotonda, e mi piace il ciccio dell'humbucker al ponte. Inoltre, siccome registrerò parecchio, avevo bisogno di un'elettronica un po' particolare in termini di split (questa è robetta, avrei potuto farmela anche da solo, volendo).

- compattezza. la famiglia si allargherà a breve :D e lo spazio in casa sarà molto meno, per cui una headless con la giusta configurazione mi va a sostituire altre 3 chitarre (che ho venduto). Inoltre a Milano mi muovo in scooter e con una headless sarà tutto molto più semplice (la custodia è moooolto più piccola).

- tasti. le chitarre di concezione moderne hanno quasi tutte tasti jumbo. io invece preferisco tasti un po' più bassi per avere un feel migliore (tanto non sono mai stato nè sarò mai uno shredder)

Metti tutto assieme, e vien fuori che non esiste nulla. Te la devi far fare.

Ah, poi.. dimenticavo. Ha lo zero fret, cosa che ho scoperto sulle Vigier e mi è piaciuta tantissimo. Richiede un refretting in più al decennio, probabilmente, ma per me ne vale la pena.
Fender Strat Am. St. 1991
Zoom G5 -> DB Cromo 8+

Chitarre che ho avuto: Gibson LP Studio 2002 % MusicMan Axis SS % Vigier Excalibur Original % Fender Malmsteen, Strat Am.St. 2006, Classic Pl. 60 e T-Bucket 400CE % Dean ML USA % Ibanez RGT3020, A300E-VV e SIX70FDBG % Jackson RX10D % Yamaha Pacifica 112 e 821 % Takamine P1DC

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