Analisi di un pezzo pop-rock (P!nk - Who Knew)

#1
Il pop-rock contemporaneo è un genere che unisce una certa "facilità" nelle melodie e nei testi ad arrangiamenti che richiamano sonorità leggermente più "dure" rispetto al pop commerciale più tradizionale.\nDi ascolto piacevole per l'ascoltatore medio, può essere anche abbastanza soddisfacente per il musicista. Di conseguenza, è un genere che ben si presta a gruppi che puntano verso cover commerciali e ampio pubblico.\n\nOggi prendiamo in considerazione una hit un po' datata (2006) di P!ink, perchè ci aiuta a ragionare in maniera intelligente sui fondamentali, unendo caratteristiche molto comuni a tanti altri brani. Di conseguenza, può essere una "palestra" per apprendere le basi di un genere che può apparire scontato ... ma presenta spesso delle sorprese, come vedremo subito.\n\n\n\nTonalità e accordi\n\nLa tonalità del pezzo è il LA maggiore. Gli accordi utilizzati sono: LA - SIm - FA#m - MI (I - II - VI - V), con l'aggiunta del RE (IV) nel ritornello.\n\nPur essendo in tonalità maggiore, il brano assume una certa vena melanconica grazie alla costruzione molto intelligente della linea vocale. \nInfatti, sulla strofa, la voce insiste molto sulla nona dell'accordo di LA (ovvero, un SI). \nL'accordo che ne risulta dall'unione voce+chitarra ha questa sonorità: x02420.\n\nQuesto "escamotage" rende il primo accordo leggermente meno stabile (la voce appoggia sulla nota LA, durante l'accordo di LA stesso, solamente al termine della prima frase), e favorisce il naturale passaggio al successivo accordo di SIm, del quale il SI è ovviamente la tonica (x24432, e abbiamo ancora quel "4" sulla terza corda).\n\nSegue poi un accordo molto forte, la sesta minore (FA#m), il cui carattere è sottolineato dalla voce appoggiandosi sulla sua rispettiva terza (un LA), così da enfatizzarne la struttura. Non a caso, la linea vocale si muove sulla pentatonica di la maggiore, che corrisponde a quella di FA#minore. Questa ambiguità ci accompagna per tutto il brano.\n\nArriva infine il MI (V grado del LA), indispensabile qui per ricominciare il giro.\n\nLa struttura del ritornello propone un nuovo accordo in apertura, il RE. Ma, soprattutto, la voce abbandona la pentatonica maggiore per inserire abbastanza a sorpresa un efficace SOL# come prima nota del ritornello. Si passa sulla scala maggiore. \nAbbiamo quindi una nota di settima sulla scala di LA, inserita su un accordo di RE (del quale rappresenta una quarta aumentata!). Abbiamo quindi, in apertura di ritornello di un pezzo commerciale, la voce e la chitarra che costruiscono un accordo di RE4+, che non credo molti di voi avranno suonato! (xx0234).\nLo scopo di ciò è evidente all'ascolto: creare immediata tensione che porti a ciò che viene dopo. In sostanza, è stata messa lì una settima della tonalità principale, e questo necessariamente porta subito altrove, e di conseguenza aiuta a creare movimento nel brano. E' un escamotage molto comune in questo genere, sfruttato con diverse sfumature da moltissimi.\nLa progressione del ritornello è abbastanza tipica: RE-MI-FA#m-LA (IV-V-VI-I). Ancora abbiamo questa ambiguità sulla tonalità: siamo sulla tonalità di la maggiore, o di fa#minore?. La progressione più tradizionale (IV-V-I) viene infatti arricchita con la sesta minore (FA#). Ci viene in aiuto il MI finale del ritornello, che richiama naturalmente al LA (della nuova strofa, o conclusivo).\n\nIl resto del brano procede sulla stessa falsa riga, con qualche interessante variazione vocale sul finale.\nIl bridge riprende la strofa, con una bella variazione della tempistica. Una sorta di call-and-response a distanza. Nel bridge ci sono pause nei punti in cui nella strofa c'è il cantato, e viceversa.\n\nLa linea di chitarra e la sonorità\n\nNel pop-rock la regina indiscussa deve essere la voce. Il resto degli strumenti deve creare il corretto supporto per l'esaltazione del/della cantante. Questo vuol dire regolarsi attorno ad un fulcro, il che non è sempre facile. Molto spesso mi capita di ascoltare band di ragazzi che formalmente non sbagliano nulla, eppure il risultato è poco convincente. Vediamo di capire questo brano, e nel frattempo discutere alcuni aspetti basilari del genere così da evitare gli errori più comuni.\n\nLa linea di chitarra è qui molto furba, e non a caso se fate passare l'elenco delle persone che hanno collaborato all'album salta fuori il nome di un certo Andy Timmons... anche se non dovrebbe essere lui ad averla suonata materialmente.\n\nIl riff non è tecnicamente qualcosa di molto difficile. Va però suonato nel modo giusto. In rete, le poche tablature non sono formalmente sbagliate, ma "suonano" sbagliate.\n\nIl riff originale è questo (sintetizzo sulle corde di sol e si):\n\n

Codice: Seleziona tutto

\nB-2---2---2-2-5---5---5-5-\nG-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-\n
\n\nSi noti che l'accordo non cambia, è sempre un LA maggiore, sul quale però la chitarra alterna LA e LA5, così da evitare la monotonia dovuta ad un accordo ripetuto per molto tempo. Questo stesso riff può essere riportato sulle corde del re e del sol, oppure del la e del re (tab più frequente in rete), spostando la diteggiatura su registri più alti. \n\nCiò non è formalmente sbagliato, ma modifica la sonorità dello strumento rendendolo meno squillante e facendo perdere la percussività. Più si suona sui registri alti, meno corda vibra, e quindi perdiamo sempre qualcosina. Proviamo a suonare un SI sulla sesta corda al 19mo tasto, e poi il si a vuoto sulla seconda corda. La nota è la stessa, ma il timbro no. La prima nota suonerà un po' ingolfata. Se commettiamo questo errore su un riff basato sugli accenti come quello di who knew, buttiamo via buona parte dell'intenzione ritmica del brano.\n\nSulla strofa, il riff si espande con le seguenti figure e la medesima ritmica\n- SI minore così suonato: - - - 4 3 -\n- FA # minore così suonato: - - 4 2 - -\n- MI maggiore così suonato: - - 2 4 - -\n\nCosa notiamo? Che nei due accordi minori è evidenziata, e si deve sentire, la terza minore, che è quella che rende l'accordo veramente minore. Se li suonassimo a power chord, come spesso si trova tabulato, buttiamo via i delicati incastri che l'arrangiatore ha costruito per sostenere la linea vocale. Ci rimarrebbe solo una melodia carina su una ritmica sciatta. Il rischio serio è di portare sul palco una schitarrata da spiaggia...\n\nQuesta è una cosa che differenzia molto il pop dall'hard rock o dal metal, dal punto di vista delle sonorità. Maggiore e minore devono essere udibili, e i power chords non includono le terze. Quindi, se siamo abituati a suonare in un certo modo, dovremo imparare ad estendere il vocabolario degli accordi. Questo modo di costruire gli accordi è piuttosto comune anche nel punk rock di stampo americano (vedi gli esponenti più commerciali come greenday - soprattutto recenti - e blink 182).\n\nViene poi il ritornello. Occhio a tenere sotto controllo il gain della distorsione: in questi casi si usa un crunch. Andare oltre porta ad impastare il suono, si perdono gli accenti della chitarra, e si perde il suono brillante. Se vogliamo comunque distorcere, conteniamo l'uso dei bassi. Rarissimamente avremo palm muting da fare, quindi qui l'eccesso di bassi sarebbe solo controproducente. Una bella grana graffiante potrebbe sostituirsi bene a un crunch brillante più leggero.\n\nVediamo poi gli accordi:\nil primo è un RE in posizione aperta (- - 0 2 3 2). Il secondo è un MI. Non commettiamo l'ingenuità di suonare il MI anch'esso in posizione aperta (0 2 2 1 0 0). E' un errore grave dal punto di vista della qualità. Perchè? Perchè stiamo costruendo un crescendo, e andremmo a mettere nel bel mezzo di questo crescendo un accordo la cui tonica sta oltre un ottava sotto quella dell'accordo precedente. Analogamente, proseguiremmo nello sbaglio andando sul successivo FA diesis sui registri bassi, e via discorrendo.\n\nLa chitarra deve evitare il più possibile, nel pop, di sovrapporsi alla linea del basso. Deve "mantenere le distanze", così da non replicare ma arricchire. Sempre nell'ottica di proporre un suono di qualità e sensato. Soprattutto, l'obiettivo è avere un suono "articolato" e coerente.\n\nQuindi, nella scelta degli accordi, cerchiamo di rimanere "compatti". Abbiamo un RE con questa struttura (- - 0 2 3 2), proseguiremo il nostro crescendo traslando questa struttura sul MI (- (2) 2 4 5 -), poi sul FA#m (- (4) 4 6 7 -). Le note fra parentesi a piacere. Infine, abbiamo comodo un LA, magari con il rivolto basso (- 7 7 6 5 -).\n\nNell'ultimo ritornello, invece, la chitarra insiste di più su registri bassi, andando su accordi più comuni. Il motivo è semplice: qui entra prepotente la tastiera sui registri alti, e la chitarra giustamente si fa da parte per non sovrapporsi.\n\n\nNota: spero che questo lungo testo possa essere utile. Da un paio d'anni a questa parte sono passato dal metal a generi decisamente più leggeri, e ho avuto difficoltà enormi a "capire" come suonare. Ho riassunto qui, esemplificandoli con un caso di studio, le considerazioni principali per suonare un genere tutt'altro che semplice.
Fender Strat Am. St. 1991
Zoom G5 -> DB Cromo 8+

Chitarre che ho avuto: Gibson LP Studio 2002 % MusicMan Axis SS % Vigier Excalibur Original % Fender Malmsteen, Strat Am.St. 2006, Classic Pl. 60 e T-Bucket 400CE % Dean ML USA % Ibanez RGT3020, A300E-VV e SIX70FDBG % Jackson RX10D % Yamaha Pacifica 112 e 821 % Takamine P1DC

Re: Analisi di un pezzo pop-rock (P!nk - Who Knew)

#2
Finalmente!! Da anni leggo lezioni su lezioni in cui viene spiegato cosa suonare, ma in nessun caso COME. Questo tuo testo ha un valore didattico enorme, perchè sintetizza benissimo (considera che, nel tipico "formato rivista", occuperebbe meno di due pagine) tutto ciò che sta alla base del genere musicale che tratta... un genere che non mi piace per niente, ma poco importa :-P Interessantissima soprattutto l'analisi armonica: concisa, essenziale eppure estremamente funzionale ;) E ottima è anche la scelta di trattare a dovere la voce: spesso - credo concorderai con me - i "nuovi gruppi" (non solo pop-rock) presentano, a fronte di idee strumentali molto valide (anche se spesso eseguite male, come tu stesso hai notato :) ), arrangiamenti vocali a dir poco imbarazzanti.
Music Man Luke LH\nIbanez RGIR27FE LH\nMichael Kelly Patriot Custom LH\nPeavey Vypyr\nVisual Sound Jekyll & Hyde\nTC Electronics Ditto X4\nCarl Martin Red Repeat\nDigitech Whammy DT\nNeunaber Seraphim Mono\nDolphin Sound Nettuno\nVox V847\nChase Bliss Spectre\nE-Bow Plus\n\nhttps://youtu.be/XdAtmB1ptFE

Re: Analisi di un pezzo pop-rock (P!nk - Who Knew)

#3
Grazie! Non ho la pretesa di spiegare tutto, però questo è quello che ho imparato.\n\nE' un genere particolare, che a primo acchito è ovviamente meno "seducente" per il chitarrista.\nTuttavia ho notato una cosa: molto spesso, in generi dove la chitarra è grande protagonista, troviamo artisti con grandissimo talento ma poco "metodo" (con le debite eccezioni). I chitarristi che stanno dietro a questi lavori, invece, sono dei professionisti preparati al 100% che non puntano all'appariscenza o alla spettacolarità, quanto piuttosto alla concretezza. E li apprezzo molto per questo.\n\nIo ho sperimentato, ad esempio, in prima persona quanto ho scritto... stessi brani, suonati nello stesso posto a un paio di mesi di distanza, di fronte più o meno al medesimo pubblico, e resa acustica nettamente superiore. Il prediligere gli accordi nei registri alti, soprattutto, ti cambia proprio la vita perchè chi ascolta "sente" quello che fai.\nMa non è che lo scopro io... basta vedere Angus Young come costruisce gli accordi... ;)
Fender Strat Am. St. 1991
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Chitarre che ho avuto: Gibson LP Studio 2002 % MusicMan Axis SS % Vigier Excalibur Original % Fender Malmsteen, Strat Am.St. 2006, Classic Pl. 60 e T-Bucket 400CE % Dean ML USA % Ibanez RGT3020, A300E-VV e SIX70FDBG % Jackson RX10D % Yamaha Pacifica 112 e 821 % Takamine P1DC

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