Recensione "periphery", By Periphery
Inviato: 21/giu/2012, 02:31
*Partiamo dal presupposto che intendo portare una boccata d'aria all'interno di questo forum.\nOrmai vedo che si parla sempre dei soliti gruppi (guns n roses su tutti), quindi intendo, a partire da questo topo, aprire una serie di discussioni su varie band (metal in particolare) che stanno affiorando in questo periodo, portando una boccata di aria fresca in questo genere vecchio e puzzolente.\nSia ben chiaro che non voglio mettermi più in alto di altri utenti del forum, semplicemente voglio cercare di allargare i vostri orizzonti, portandovi a conoscere band che fino a pochi anni fa si muovevano nell'ambiente underground *\n\n2* chiudete un occhio sugli errori di grammatica o sintassi, il mio orologio segna le 2:39, quindi siate clementi xD *\n\nPartiamo, come da titolo, dai Periphery, band americana di recente fama.\n\nLa band nasce da un idea di Misha "bulb" (soprannome con cui è diventato famoso tramite il nostro rivale americano, sevenstrings.com) Mansoor, ragazzo benestante (sottolineo benestante perchè anche quando non era famoso poteva permettersi 2 music man petrucci e un axe fx hahah) con la passione per la musica strumentale ed elettronica.\nInizialmente Misha si limitava a creare musica propria, per poi arrivare a formare una band vera e propria, arrualando ben 2 chitarristi (2 chitarristi + Misha = 3 chitarristi! Sì, avete capito bene), un abilissimo cantante, un batterista che definire mostruoso è riduttivo e un basissta che sa fare il suo lavoro.\nI periphery iniziano a guadagnarsi la loro meirtata fama tramite uno spam esagerato dello stesso bulb via internet di tracce puramente strumentali completamente registrate da lui.\nIl cd vero e proprio arriva a un anno e poco più dalla messa in circolazione delle tracce.\nLasciando ora tutte le tarantelle, passiamo alla band vera e propria: i nostri amici propongono come idea di base un prog metal molto inflenzato da quei famosi d.t. sempre americani, aggiungendo però la tipica pesantezza di band come i Meshuggah.\nI periphery sono infatti una delle prime band ad aver portato ai livelli massimi il djent, ovvero quel tipo di musica che veniva proposta dai meshuggah di album come nothing.\nIl djent è una corrente musicale che si sta sviluppando in questo periodo, in italia è arrivata da pochissimo, ma sta pianpiano prendendo piede (tratteremo l'argomento in un secondo post).\n\nIl primo album omonimo proposto dalla band, è molto particolare e "complicato"; non è infatti un album che può essere "assorbito" dopo il primo ascolto. La prima cosa che salta all'orecchio è la mostruosa complessita delle parti strumentali, chitarre su tutti, continuamente stoppate al limite della frenesia, con parti che possono passare dalla più totale cattiveria alla tranquillità di chi ha raggiunto il nirvana; l'uso delle 3 chitarre infatti, porta allo sviluppo di "ambientazioni" da parte di Misha che sono a dir poco spettacolari (mentre gli altri due si concentrano su ritmiche cavalcanti e continuamente stoppate, misha si lancia in degli arpeggi molto, ma motlo ricchi, quasi commoventi a volte); ma i più attenti noteranno un lavoro di batteria che sfiora la pura MALATTIA! Infatti il nostro Matt Halpen esegue dei pattern assurdi, con continui cambi di tempo e che possono anche risultare difficilissimi da ricordare (infatti non mi capacito di come faccia a fare certa roba)! \nMa il punto forte della band è il mitico Spancer Sotelo, la cui voce può essere alta e pulita come quella di un angelo o bassa e malvagia come il peggiore dei cantanti deathcore.\nÈ proprio qui la sfida più importante dell'album, infatti la voce può essere realmente apprezzata solo dopo una serie di ascolti.\nL'album contiente ben 12 tracce, una più strana dell'altra!\nFossi in voi lo ascolterei tutto, ma quelle che personalmente preferisco sono:\n"all new materials" (bellissima, probabilmente uno dei pezzi più semplici dal punto di vista strutturale tra quelli presenti nell'album);\n\n\n"Light" (qui Spencer da il meglio di sè, raggiungendo tonalità vocali a dir poco assurde, trasmettendo una grandissima malinconia);\n\n\n"Icarus Lives!" (primo singolo estratto dall'album, molto allegro e movimentato);\n\n\n"Zyglrox" (uno dei pezzi più strani e malati che abbia mai sentito, da sottolineare la parte in tapping nell'apertura);\n\n\nma sopratutto, ragazzi miei, dovete ASSOLUTAMENTE sentire "Racecar", probabilmente una delle tracce più belle che abbia mai sentito, che dura la bellezza di 15 minuti!\n\n\nMa non preoccupatevi, la traccia scorre liscia come l'olio, e quei 15 minuti voleranno.\nInfatti qui, i nostri 6 ragazzi possono sbizzarrirsi al 100%, dando prova della loro fantasia e della loro tecnica.\n\nÈ un album spettacolare, a dir poco supremo, uno di quei pochissimi album che riesco a sentire dall'inizio alla fine senza skippare nemmeno una canzone (e sono solo 3 gli album che mi fanno lo stesso effetto di questo).\n\n\nA breve, un altra "recensione/boccata d'aria" tratta a caso dai miei 160 gb di ipod
\n\n*critiche o consigli per altri album sono ben accetti*